La piccola bottega delle stramberie
Idee strambe per tutte le stagioni
anomolo
antiadvertising agency
duemilaresistenze
face2face project
fiordiluna
freecycle
freshcut
graffiti research lab
grand don
guerrilla gardening
printable cold sores
produzioni dal basso
Progetto bolla
shutdown day
swapclothing
urban flora
wooster collective
zerorelativo
25 aprile
adbuster
anomolo
antipub
arte riciclata hubcap creatures
autofinaniziamento
baratto
call for artists
consumo critico
critical pic nic
decrescita
duemilaresistenze
ecologia mentale
elephant dung paper
face2face
freecycle
freshcut
house of love and dissent
loop
magliette
malleus lab
musica
no copyright
partigiano reggiano
poo poo paper
produzioni dal basso
ptolemy elrington
riciclaggio zerorelativo baratto
roma
urban flora wooster collective s
wooster collective
Oltre che di idee fatte in casa, il laboratorio delle stramberie si nutre anche di segnalazioni dalla filiera controllata. Se nei tuoi vagabondaggi senza meta hai letto un blog che ci somiglia, un'iniziativa che dovremmo conoscere, un sito che dovremmo visitare, un'idea talmente stupida che può piacere solo a noi...o se semplicemente vuoi scriverci che siamo più inutili di un prodotto specifico per la pulizia del frigo, scrivici a stramberie chiocciolina gmail punto com
*loading* idee stupide
Rispolvero Stramberie abbandonato al suo destino da mesi per segnalare un esperimento di freecycle in quel di Roma: il libero mercato di Piazza Vittorio
Ne abbiamo già parlato ma certe idee non invecchiano mai...
Oltre ad essere una cosa di senso compiuto, é anche una cosa molto divertente.
Lo Sri Lanka ospita un decimo degli 40.000 elefanti Asiatici selvaggi.
Questi animali non vengono uccisi per le loro zanne; non vengono uccisi per la carne, perché nessuno mangia la carne di elefante; non sono uccisi per la pelle, perché non esiste industria della pelle di elefante.
Sono semplicemente uccisi perchè interferiscono con l'agricoltura.
Il loro appetito è enorme, e mediamente ogni adulto produce 180-200 kg di cacca al giorno.
Il 60% delle fibre che ingeriscono lascia il loro corpo insalutato ospite.
La cacca di elefante é una materia prima perfetta per fabbricare la carta.
Se un elefante cagone diventa una risorsa economica anziché un anonimo devastatore di piantagioni, é anche più probabile che rimanga un elefante vivo.
La carta prodotta dalla cacca di elefante é prodotta in maniera sostenibile, senza taglio di alberi, e soprattutto inodore, se é questo che vi state chiedendo.
L'amico google mi ha trovato due aziende che si occupano di questo singolare mercato, ma non escludo che ve ne siano altre.
Elephant Dung Paper e The Great Elephant Poo Poo Paper.
..we also really find it incredibly amusing (as do many others!) that we sell poo for a living - a notion that allows us to not take ourselves too seriously too much of the time...!
Ammettiamolo senza falsi moralismi: quando si sente parlare di arte prodotta con materiali riciclati, per quanto nobili siano le nostre aspirazioni, per quanto sia alto il nostro senso etico e quale che sia il nostro interesse per l'argomento, in genere si tende a pensare a mesti oggetti dallo statuto estetico piuttosto discutibile e una spiccata somiglianza coi lavoretti che producevamo nella prima infanzia per regalarli alla mamma, la quale conserva ancora quegli inestimabili portapenne ottenuti dai tubi di cartone dei rotoli di carta igienica.
Il che é anche vero, alle volte.
Ma non dipende dalla materia prima di partenza, solo dall'abilità di chi la trasforma in qualcosa d'altro.
Per esempio un personaggio di nome Ptolemy Elrington, il quale é andato raccattando vecchi carrelli della spesa tramutati in rifiuti urbani
e ha prodotto una cosa come questa:
(altre immagini delle sue sculture le trovate in questo post su designblog)
Il giovin pulzello in questione oltretutto non é nuovo a questi esperimenti, basta fare un giro su hubcap creatures per rendersene conto, un intero bestiario di animali realizzati con dei vecchi coprimozzi e altri rimasugli di autoveicoli.
(si, certo, il pesce degli abissi é bellissimo e l'armadillo ha il suo perché, e che dire di pedro the piglet, ma io ovviamente ho la mia preferita..)
Duemila Resistenze cerca street artists, pittori, scultori, video artisti per la giornata del 25 aprile 2007.
Io se riesco ad attraversare il braccio di mare, sarocci.
Se vuoi partecipare al progetto di Felina scrivi a
info[at]duemilaresistenze[punto]it
amico lettore, se hai un amicoparenteconoscentecompagnodibriscola che ritieni possa essere interessato alla cosa, deh non farti scrupolo di linkargli questo post, sii gentile...
Giuro che non lo sto segnalando solo perché ho uno spudorato e totalizzante amore per i lavori del Malleus lab e perché vorrei sperperare tutti i miei averi nelle loro stampe..
..ma il 14 aprile a Roma nella galleria House of love and dissent in Via Leonina 85 inaugurerà una mostra itinerante di poster pro-pace, anti-guerra e anti-occupazione dal titolo Yo!What happened to peace?.
Gli omini Malleus sono gli unici italiani presenti, e sono in ottima compagnia quanto a presenze di un certo spessore sia per i contenuti che per il livello di qualità artistica dei lavori.
Andateci, voi che potete.
Adbuster è fonte di grandi soddisfazioni per noi di stramberie.
Oltre ad aver inventato il Buy Nothing Day, Adbuster ci delizia con decine e decine di idee geniali per districarsi e difendersi nel mondo dei media, per allenare la mente a reagire alle aggressioni della pubblicità e dei luoghi comuni.
Un esempio?
Questa etichetta da apporre ai libri di economia e che recita, pressappoco: "Questo testo di economia non è adatto ad essere applicato a un pianeta che presenta limiti ecologici. L'applicazione delle idee, i valori sottintesi e gli strumenti analitici che si trovano in questo testo, senza alti livelli di cautela e scetticismo, possono causare surriscaldamento dell'atmosfera, grande difficolta di sopravvivenza e miseria diffusa. Alcune specie possono estinguersi. E' in conflitto con i valori umani comunemente accettati. Adatto all'uso solo in mondi immaginari o per studi storici."
Tanto per ricordarci che questo nostro modello di sviluppo è miope, assurdo e molto pericoloso, perché non c'è sviluppo infinito possibile in un pianeta dalle risorse finite.
Per maggiori informazioni:
True cost economics
Adbuster
Adbuster Italia
La decrescita
Più decrescita per tutti
Dicevo, appunto qualche post fa, che e le cose più interessanti che ho visto negli ultimi tempi le ho viste fotografate o incontrate sui muri esterni di qualche palazzo o appiccicate sui lampioni, anziché nelle gallerie.
L'arte da galleria é fondamentalmente innocua.
La dimostrazione macroscopica di questo concetto é il progetto Face2face.
Per capire cos'é rubo le parole del post di Simone Sbarbati su Freshcut che ha riassunto il tutto in maniera semplice e diretta:
Nel 2005 lo street artist e fotografo clandestino, come lui ama definirsi, JR incontra Marco (che non ho idea di chi sia... anzi, se avete info, fatemelo sapere) e insieme decidono di farsi un viaggio in medio-oriente per scoprire i motivi della faida continua tra israeliani e palestinesi.
Sto semplificando, è ovvio. Fatto sta che i due viaggiano il lungo e in largo attraverso i due paesi, parlando poco e osservando molto. Dopo una settimana arrivano alla conclusione che Israeliani e Palestinesi fondamentalmente sembrano uguali: più o meno parlano la stessa lingua, come fratelli gemelli ma cresciuti in famiglie diverse. Ogni donna con il capo coperto, dall'altra parte ha una gemella. Così anche i contadini, i tassisti, gli insegnanti. E' ovvio, ma loro, arabi e palestinesi, non lo vedono.
(Vi ricordo che sto semplificando...)
JR e Marco ci pensano su e decidono di metterli finalmente faccia a faccia (da qui il nome del progetto) e realizzano ritratti. In Israele e in Palestina. E decidono di appiccicarli sul muro che separa i due paesi, da una parte e dall'altra. Li stampano in formato gigante e iniziano ad attaccarli.
Lo scopo è quello di strappare, agli uni e agli altri, una risata nel vedere il proprio ritratto affiancato a quello del proprio inconsapevole gemello che vive dall'altra parte del muro.
(il post sull'argomento lo trovate qui)
Io la trovo un'idea di una bellezza e di una semplicità disarmante.
Sempre via wooster collective
Visto che l'altra metà non ci ha pensato, lo faccio io.
L'altra metà latitante di stramberia latita per un'ottima ragione:
il 25 aprile.
Se vi va di finanziare una parte della manifestazione, su
Produzioni dal basso (ne abbiamo già parlato? no? ne parleremo) potete acquistare una di queste magliette:
Se volete saperne di più i link sono questi:
il wiki per l'organizzazione della manifestazione che si terrà a Felina il prossimo 25 aprile
duemilaresistenze
..io ve li rimetto, i link, che non si sa mai che siate gente distratta..
le magliette
le magliette su produzioni dal basso
Due testimonianze di acquirenti soddisfatti: vorreiunastonsa e vuotospinto
Da qualche tempo mi ripromettevo di parlare di Anomolo.
Anomolo é una cosiddetta netlabel, produce e distribuisce musica attraverso il proprio sito web, avvalendosi di files MP3 ad alta risoluzione anziché di supporti tradizionali.
Ma ciò che rende particolare Anomolo é la filosofia su cui poggia il progetto: l'adesione totale al NO-COPYRIGHT, cioè il rifiuto sistematico del DIRITTO di COPIA a favore della libera diffusione della cultura musicale.
I brani degli artisti in catalogo sono scaricabili e distribuibili in modo esclusivamente gratuito, non possono essere venduti o utilizzati a scopo di lucro.
Tutto il funzionamento di Anomolo è basata su collaborazioni spontanee, qualsiasi contributi per la realizzazione del materiale (siti internet, copertine, video clip etc.) non é in alcun modo retribuito, ma questo non va minimamente a scapito della qualità, anzi: Anomolo si avvale di collaboratori eccellenti, come ad esempio Bertrand Bosredon (se ti stai chiedendo chi é, ha lavorato per gente come i Radiohead, Bijork, Sonic Youth, o i Blur, mica pizza e fichi)..
Dicevo: da qualche tempo mi ripromettevo di parlare di Anomolo.
Ne parlo adesso perché l'11 marzo Anomolo inaugura LOOP.
Diventa un luogo fisico, dove fare concerti, prove, registrazioni, proiettare video e quant'altro.
Peccato che Ancona mi venga veramente fuori strada, ma se vi trovate a San Biagio di Osimo in Via Foscolo 1 l'11 marzo, io andrei a dare un'occhiata.