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Oltre che di idee fatte in casa, il laboratorio delle stramberie si nutre anche di segnalazioni dalla filiera controllata. Se nei tuoi vagabondaggi senza meta hai letto un blog che ci somiglia, un'iniziativa che dovremmo conoscere, un sito che dovremmo visitare, un'idea talmente stupida che può piacere solo a noi...o se semplicemente vuoi scriverci che siamo più inutili di un prodotto specifico per la pulizia del frigo, scrivici a stramberie chiocciolina gmail punto com
*loading* idee stupide
Dicevo, appunto qualche post fa, che e le cose più interessanti che ho visto negli ultimi tempi le ho viste fotografate o incontrate sui muri esterni di qualche palazzo o appiccicate sui lampioni, anziché nelle gallerie.
L'arte da galleria é fondamentalmente innocua.
La dimostrazione macroscopica di questo concetto é il progetto Face2face.
Per capire cos'é rubo le parole del post di Simone Sbarbati su Freshcut che ha riassunto il tutto in maniera semplice e diretta:
Nel 2005 lo street artist e fotografo clandestino, come lui ama definirsi, JR incontra Marco (che non ho idea di chi sia... anzi, se avete info, fatemelo sapere) e insieme decidono di farsi un viaggio in medio-oriente per scoprire i motivi della faida continua tra israeliani e palestinesi.
Sto semplificando, è ovvio. Fatto sta che i due viaggiano il lungo e in largo attraverso i due paesi, parlando poco e osservando molto. Dopo una settimana arrivano alla conclusione che Israeliani e Palestinesi fondamentalmente sembrano uguali: più o meno parlano la stessa lingua, come fratelli gemelli ma cresciuti in famiglie diverse. Ogni donna con il capo coperto, dall'altra parte ha una gemella. Così anche i contadini, i tassisti, gli insegnanti. E' ovvio, ma loro, arabi e palestinesi, non lo vedono.
(Vi ricordo che sto semplificando...)
JR e Marco ci pensano su e decidono di metterli finalmente faccia a faccia (da qui il nome del progetto) e realizzano ritratti. In Israele e in Palestina. E decidono di appiccicarli sul muro che separa i due paesi, da una parte e dall'altra. Li stampano in formato gigante e iniziano ad attaccarli.
Lo scopo è quello di strappare, agli uni e agli altri, una risata nel vedere il proprio ritratto affiancato a quello del proprio inconsapevole gemello che vive dall'altra parte del muro.
(il post sull'argomento lo trovate qui)
Io la trovo un'idea di una bellezza e di una semplicità disarmante.
Sempre via wooster collective